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![]() Sito aggiornato il 12.09.2026 |
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Parrocchie di Isola della Scala e Pellegrina
XXIV Domenica del Tempo Ordinario
Tutta l’umanità sa di essere bisognosa di un
duplice amore: quello di Dio e quello del
prossimo. Il perdono è l’atto più alto
dell’amore ed è forza che guarisce, rigenera,
e ristabilisce nuove relazioni di vita. |
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MESSAGGIO DI PAPA LEONE NELLA GIORNATA PER LA CUSTODIA DEL CREATO (SECONDA PARTE)
“Forgeranno le loro spade in vomeri
e le loro lance in falci” (Is 2,4)
Papa Benedetto XVI ci ha ricordato che «i
deserti esteriori si moltiplicano nel mondo,
perché i deserti interiori sono diventati così
ampi». Il che ci invita a riconoscere che, in
qualche maniera, ciò che è spezzato attorno a
noi lo è anche dentro di noi. Per questo motivo,
per costruire una società pacifica, non
dobbiamo solo riformare le strutture, ma anche
rinnovare i nostri cuori. Le cause più radicali di
conflitto e lo sfruttamento del creato sono
conseguenze di una crisi etica e culturale che
include la perdita del senso del limite, il
desiderio di dominio, la ricerca di profitto
immediato e l’incapacità di riconoscere la
dignità che Dio ha donato a ogni persona umana.
La chiamata profetica a “forgiare le spade in
vomeri” (cfr Is 2,4) non è quindi solo un sogno
per le nazioni, ma un appello rivolto a ogni
persona. Ci invita a trasformare ciò che è male
in vita. Tuttavia questa trasformazione non può
essere realizzata soltanto attraverso un
cambiamento esteriore. Essa richiede, in
cooperazione con la grazia di Dio, una
conversione più profonda, sia personale che
collettiva: un ritorno al Signore, che riporterà
ordine nei nostri desideri, guarirà le nostre
ferite e ci aiuterà a crescere nella virtù. Senza
questa trasformazione interiore, la pace rimane
fragile e di breve durata. Ma dove i cuori si
rinnovano, si cominciano ad aprire nuove
possibilità. Ciò che è stato usato per la
distruzione può essere reindirizzato verso la
vita, per la cura dei poveri, il nutrimento degli
affamati e la salvaguardia del creato. Questo è il
cammino di un’autentica conversione ecologica,
in cui gli effetti dell’incontro con Gesù Cristo si
manifestano con evidenza nel rapporto con il
mondo che ci circonda. La pace, quindi,
comincia nel cuore e si riflette all’esterno nelle
nostre relazioni, nelle comunità e più
ampiamente nel mondo. Sebbene le sfide che ci
attendono siano enormi, il Signore non ci lascia
privi dei mezzi di guarigione e di
trasformazione. Al posto delle armi da guerra, il
Dio della pace ci dona la forza di guarire,
riconciliare e costruire una civiltà dell’amore. In
questo modo siamo chiamati a tutelare i molti
“ecosistemi” che ci sono stati affidati: del creato,
delle relazioni umane e del cuore stesso
dell’uomo. Immaginiamo un mondo in cui le
energie attualmente impiegate nella guerra
siano destinate allo sviluppo umano integrale,
al superamento della povertà, alla difesa della
dignità umana e alla riconciliazione tra i popoli
divisi. Una visione del genere riflette la fede
nell’avvento del Regno di Dio. I veri strumenti
per costruire la pace non sono le armi di
distruzione, ma piuttosto la verità, il dialogo, la
pazienza, la bontà, la giustizia, la misericordia,
la comprensione, la cura e l’amore. Questi
scaturiscono da cuori plasmati dal Vangelo e
sostenuti dalla grazia di Dio. Solo queste qualità
hanno il potere di trasformare gli individui,
rinnovare le comunità e guarire le ferite del
nostro mondo. Cari fratelli e sorelle, il cammino
che abbiamo davanti è chiaro, seppure non
facile. Siamo chiamati a lasciare che i nostri
cuori siano rinnovati, perché possiamo cercare
la pace e prenderci cura del creato. La Scrittura
ci raccomanda di custodire i nostri cuori, poiché
è da essi che sgorga tutto ciò che facciamo
(cfr Pr 4,23). Se ci assumiamo questo compito
con umiltà e fede, diventeremo collaboratori
nell’opera di rinnovamento di Dio. Passeremo,
lentamente ma inesorabilmente, dal deserto al
giardino, dalla divisione alla comunione e dalla
violenza alla pace. Il Signore ci dia il coraggio di
percorrere questa via, perché in questo nostro
tempo le “spade” siano realmente “forgiate in
vomeri”, la promessa del Vangelo si radichi più
profondamente nel nostro mondo e la pace di
Cristo regni su tutto il creato.
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