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![]() Sito aggiornato il 23.05.2026 |
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Parrocchie di Isola della Scala e Pellegrina
Domenica di Pentecoste - Anno A
Il desiderio di Dio si è realizzato per mezzo
dello Spirito Santo a Pentecoste come una
nuova creazione, e a partire dagli Apostoli,
raggiunge oggi tutti coloro che si lasciano
trasformare e guidare da lui. Perchè tutti
gli uomini possano parlare un’unica lingua,
che tutti abbiano un cuor solo e un’anima
sola, che tutti possano formare l’unico
Corpo di Cristo...
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ROSARI PER IL MESE DI MAGGIO
A ISOLA
Discorso iniziale del vescovo Domenico Pompili all’Assemblea diocesana di Isola 16 maggio 2026 (prima di 3 parti)
Buongiorno a tutte e a tutti.
Benvenuti al Palariso di Isola della Scala! Come tutti sanno “il riso nasce nell’acqua e… muore nel vino!”. Questo detto popolare acquista oggi un significato ulteriore perché il riso “siamo noi”, nati nell’acqua del battesimo e destinati al Regno che il Maestro non a caso presenta nella forma di un grande banchetto di nozze, cui invita tutta l’umanità Noi siamo destinati alla gioia del Cristo risorto e a questo scopo la chiesa attraversa il tempo della storia, non senza trasformarsi continuamente. A tal proposito, già Yves Congar, alla vigilia del Vaticano II, scrisse: «Non bisogna fare un’altra chiesa, bisogna fare una chiesa diversa». Perché a distanza di quasi ottant’anni siamo ancora qui a confrontarci con quelle parole? Non per inerzia, ma perché il mondo, nel frattempo, è cambiato in profondità — e con esso le condizioni in cui il Vangelo deve essere annunciato e vissuto. Quattro sfide segnano questo «cambiamento d’epoca» che è molto di più che «un’epoca di cambiamenti» (papa Francesco): - l’inequità che genera cultura dello scarto e l’idolatria del denaro, che incide sul tessuto comunitario messo a dura prova; - il consumismo che ha relativizzato ogni riferimento stabile: famiglia, chiesa, scuola, dove ciò che decide è “ciò che è esteriore, immediato, visibile, veloce, superficiale, provvisorio. Il reale cede il posto all’apparenza” (EG, 62); - la comunicazione digitale che schiaccia sul presente e sottrae spessore al passato e al futuro; - infine, il ritorno di un sacro aggressivo e individualistico, che oscilla tra privatizzazione della fede e sua strumentalizzazione politica, e che deve incarnarsi in una nuova atmosfera culturale, dato che la grazia suppone… la cultura. In questo scenario il cristianesimo è entrato in crisi fino a diventare “irrilevante” ai fini di una vita riuscita. Ma qualcuno - non senza ragione - ha osservato che l’irrilevanza può essere una chance: significa vedere la realtà per quella che è, essere liberi di deludere le aspettative sbagliate, poter finalmente cambiare rispetto al «si è sempre fatto così». La risposta, dunque, non è un’altra chiesa, ma una chiesa diversa. Come ha detto papa Francesco: «Questo è il tempo propizio per trovare il coraggio di una nuova immaginazione del possibile, con il realismo che solo il vangelo può offrirci». E papa Leone XIV, nel suo primo incontro con i vescovi italiani, ha aggiunto: «Guardate al domani con serenità e non abbiate timore di scelte coraggiose! Nessuno potrà impedirvi di stare vicino alla gente, di condividere la vita, di camminare con gli ultimi». È questo il punto fermo da cui partiamo. Una parola va detta prima di tutto: grazie a tutte e a tutti! Per la vostra presenza qui a Isola, e per ciò che è stato fatto in questi mesi. |
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